In questi giorni molti italiani si trovano a gestire tempi vuoti e solitudine, ma paradossalmente nello stesso tempo una buona fetta di persone si trovano nel perimetro stretto del loro appartamento di città a condividere spazi e tempi con datore di lavoro, coniuge e figli.
E in questa situazione
L’esplosione della pandemia di Covid-19 ha messo tutti noi di fronte a nuove incertezze, forzandoci a convivenze prolungate o a faticose distanze. Il Covid-19 ha messo tutti alla prova nella gestione dell’emergenza, tra cautele individuali, raccomandazioni sanitarie, decreti governativi e la più o
Stamattina, come sto facendo da un po’ di tempo, ho fatto la mia lezione virtuale di Psicologia sociale per gli studenti del primo anno di Scienze della Comunicazione. Spiegavo il modello euristico-sistematico (Chaiken 1980) che suggerisce che in un mondo denso di informazioni, molte più di quante
L’emergenza Covid-19 ci ha trovato impreparati, non eravamo pronti a decodificare i segnali che hanno portato a questa realtà dato che non avevamo nel nostro patrimonio antropologico -personale e collettivo - un codice simbolico necessario a comprendere la portata di ciò che stava succedendo.
È come
Non c’è film apocalittico hollywodiano che si rispetti senza la scena dove i componenti dell’equipaggio fuggono in preda al panico, e a causa della propria reazione esagerata e della mancanza di razionalità finiscono per causare la propria rovina. Di certo il panico non si trova solo nei film e nei
In questi giorni complessi di quarantena, spesso abbiamo visto scorrere nei media italiani immagini di persone che fanno jogging o che affollano i parchi nonostante le indicazioni di restare a casa. Abbiamo bene in mente le immagini delle persone meridionali nelle stazioni ferroviarie di Milano che